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giovedì 16 agosto 2012

Siria isolata dal mondo musulmano solo l'Iran contro la sospensione dall'Oci

da www.repubblica.it

LA MECCA

L'Organizzazione per la cooperazione islamica, che riunisce 57 paesi, ha adottato il provvedimento nei confronti di Damasco. "Non possiamo accettare un regime che massacra il suo popolo con i bombardamenti"

LA MECCA - I paesi musulmani, riuniti in un vertice straordinario alla Mecca, in Arabia Saudita, hanno sospeso la Siria dall'organizzazione per la cooperazione islamica (Oci), al fine di isolare il regime di Bashar al Assad. Come ha affermato il comunicato finale del vertice, i paesi membri dell'Oci hanno concordato sulla "necessità di fermare immediatamente gli atti di violenza in siria e di sospendere questo paese" dall'organizzazione.

Parlando in conferenza stampa, il segretario generale dell'Oci, Ekmeleddin Ihsanoglu, ha detto che questa decisione rappresenta "un messaggio forte rivolto dal mondo musulmano al regime siriano". "Questo mondo - ha affermato - non può più accettare un regime che massacra il suo popolo utilizzando aerei, carri armati e artiglieria pesante".

"Questo è anche un messaggio indirizzato alla comunità internazionale, che indica che il mondo musulmano è a favore di una soluzione pacifica in Siria, che vuole la fine dello spargimento di sangue e che rifiuta una degenerazione del problema in un conflitto confessionale", ha proseguito il segretario generale dell'Oci.

La sospensione della Siria era stata raccomandata dalla riunione preparativa del vertice, a cui avevano partecipato una quarantina di capi di stati arabi, africani e asiatici, membri dell'Oci. L'Iran, solido alleato del regime di Damasco, è stato il solo paese tra i 57 paesi membri dell'organizzazione per la cooperazione islamica - che rappresenta un miliardo e mezzo di musulmani nel mondo - a rifiutare apertamente la sospensione della Siria, definendola "ingiusta".

"La Siria avrebbe dovuto essere invitata al vertice per potersi difendere", ha dichiarato il ministro degli esteri iraniano Ali Akbar Salehi parlando dalla Mecca all'agenzia ufficiale Irna.
(16 agosto 2012)

venerdì 3 agosto 2012

Venezuela: ammesso ufficialmente nel Mercosur

da www.adnkronos.it

ultimo aggiornamento: 31 luglio, ore 21:21
Brasilia, 31 lug. (Adnkronos/Dpa) - Il Venezuela e' stato ufficialmente ammesso nel Mercosur nel corso del summit di Brasilia. L'ammissione del Venezuela segna il primo allargamento dell'organizzazione, da quando questa e' stata fondata nel 1991. Il Mercato comune dell'America meridionale si estende ora dalla Terra del Fuoco, all'estremita sud del continente, ai Caraibi.

giovedì 2 agosto 2012

Dalla Cina alla Corea, segnali di frenata in Asia

da www.ilsole24ore.com

Stefano Carrer 02 agosto 2012
«Nubi scure sull'economia dell'Asia»: il titolo del report di ieri di Société Générale dà una sintesi delle ultime indicazioni macroeconomiche, secondo cui l'onda lunga della crisi europea e del rallentamento Usa si proietta sempre più sul continente, in particolare sui fronti della manifattura e dell'export, per di più in presenza di segnali di debolezza in vari Paesi anche sul piano domestico. Una dinamica in peggioramento, che - sottolinea l'analista Klaus Baader - interessa un po' meno la Cina e più altre nazioni dell'area.
L'indice ufficiale dei Purchasing manager cinese segnala un leggero ribasso a luglio (da 50,2 a 50,1) che sembra indicare una mera stabilizzazione, a dispetto di attese più ottimiste dopo il taglio dei tassi e le prime misure di stimolo varate da Pechino. L'indice Pmi della Hsbc per la Cina segna un lieve recupero (da 49,2 a 49,3) ma sotto lo spartiacque tra contrazione e crescita, mentre quelli analoghi per Corea, India, Taiwan, Australia e Giappone fanno luce su un deciso dietro-front. Una settimana iniziata con due notizie inattese – il calo della produzione industriale giapponese dello 0,1% a giugno e la contrazione del Pil di Taiwan nel secondo trimestre (-0,2%) – ha continuato sulla stessa linea con il dato sull'export della Corea del Sud, visto spesso come un vero barometro di tendenze più generali: a luglio è sceso dell'8,8% anno su anno, al passo peggiore da quasi 3 anni, con l'attività manifatturiera ai minimi del 2012 e l'inflazione calata a livelli mai visti da 12 anni (1,5%). Ciò potrebbe indurre la Banca centrale a ulteriori mosse espansive, dopo l'inatteso taglio dei tassi del mese scorso. Anche la Bank of Japan potrebbe agire presto: gli analisti di Nomura hanno dimezzato le stime e prevedono una crescita nel secondo trimestre rallentata allo 0,3% (+1,1% annualizzato), contro il +1,2% (+4,7%) dei primi tre mesi.
A loro parere, il contributo della domanda esterna risulterà negativo (-0,1 punti percentuali) in una economia trainata dagli investimenti (tra cui quelli per la ricostruzione post-tsunami) e dalla tenuta della spesa dei consumatori. La chiave della ripresa, secondo l'analista Asuka Tsuchida, «sta sempre nel passo delle economie overseas», in cui comprende Cina, Usa ed Europa. Per Frederic Neuman di Hsbc l'Asia intera «è ormai presa nella rete del caos europeo: gli ultimi dati suggeriscono che ci sarà un impatto molto più doloroso sull'export». Un settore che in molti Paesi pesa ancora troppo rispetto alla pur crescente domanda dei consumatori. Su questa domanda puntano in molti operatori occidentali, tra cui ad esempio Costa Crociere, che vuole stimolarla con l'appeal del made in Italy e nel 2013 raddoppierà la sua capacità in Asia affiancando l'Atlantica alla Victoria.
Quest'ultima porta proprio oggi quasi 2.400 turisti, per lo più cinesi, alla giornata principale della settimana italiana all'Expo di Yeosu, quella sudcoreana a mezza via tra Shanghai 2010 e Milano 2015: visita al padiglione italiano e lirica con la "Verdi" di Trieste. «Puntiamo molto sul mercato asiatico, in cui siamo stati pionieri dal 2006 e vogliamo distinguerci dalla nuova concorrenza all'insegna del concetto di "Italy at Sea": ospitalità, design, shopping e gastronomia dallo stile tipico italiano», afferma Norbert Stiekema, responsabile sales & marketing. Yeosu potrebbe però rivelarsi anche come un simbolo del rischio degli eccessi di stimolo all'economia domestica al fine di diversificare dall'export: Seul ha portato in un'area marginale del Paese l'alta velocità, ha rifatto il porto e largheggiato nelle nuove infrastrutture. Ma chissà quanto saranno pieni, in seguito, i 14 alberghi costruiti per l'Expo a Yeosu.
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Le previsioni dell'Asian Development Bank
L'Adb, la Banca per lo sviluppo in Asia, ha rivisto in luglio le stime di crescita per i Paesi asiatici tenendo conto dell'impatto della crisi dell'Eurozona e della lentezza per la ripresa americana. Sono in particolare le esportazioni a far le spese di una domanda in calo. Rispetto all'Outlook Adb di aprile il quadro dunque peggiora: se allora le previsioni erano per una crescita totale in Asia del 6,9 e del 7,3% per 2012 e 2013, ora le stime sono rispettivamente 6,6 e 7,1%